In una notte senza stelle e luna,
all’interno della camera oscura di un fotografo,
dentro una scatola perfettamente sigillata,
sopra un foglio di cartoncino nero,
una macchia di inchiostro di china
si chiedeva se mai avrebbe avuto la possibilità
di far conoscere la propria esistenza.
Eccola accontentata.
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Mentre
Mentre continuava la consueta disputa tra l’Ottimista e il Pessimista su quale fosse la reale quantità di liquido contenuto nel bicchiere;
Mentre gli osservatori si schieravano di volta in volta con l’uno o con l’altro affascinati dalle rispettive capacità retoriche e oratorie;
Mentre tutto ciò avveniva, il Realista provava, timidamente, a comunicare che il bicchiere, con il liquido ancora non definito nella sua misura, qualcuno se l’era fottuto da tempo.
NUOVI ANOMÀLI
SCIANCALLO
Canide che si nutre esclusivamente di avanzi di carogne in quanto arriva sempre in ritardo a causa di una artrosi congenita agli arti posteriori. Viene anche definito diversamente abile mangiatore di carogne.
ELEFANTASMA
Pachiderma che ha come habitat naturale i vecchi castelli scozzesi.
GATTEAU
Felineau da appartamentau spesseau diabetikeau
MIGNOTTAURO
Toro farfallone e poligamo. Alla mucca preferisce la vacca.
ELEFINTO
Particolare specie di camaleonte. Si rotola nell’argilla e in questo modo si procura una falsa proboscide del tutto uguale a quella dei pachidermi. Le sue dimensioni non gli permettono però di ingannare nessuno.
PESCE COCKER
Sottospecie di pescecane. Due protuberanze ai lati della testa, simili a lunghe orecchie, occhi da triglia morente uniti alla curiosità e giocosità con cui si avvicina agli altri abitanti del mare “scodinzolando” o per meglio dire “pinnando posteriormente”, l’hanno reso una facile preda. È in via di estinzione.
BOURBONCINO
Conosciuto anche col nome scientifico di Canis cirroticus. Si tratta di un cane perennemente alticcio che invece del solito bau bau dice Cin Cin.
AL LUPO
Strana variante del lupo. Quando vede la sua immagine riflessa si spaventa e grida il suo nome. Viene cacciato disseminando i boschi di piccoli specchi. È ormai quasi estinto.
LUPORCO
Della famiglia del lupo marsicano. Invece di ululare alla luna preferisce fischiare alle lupacchiotte.
SCARAPAGGIO
Curioso insetto dotato di folta capigliatura a caschetto e di calzoni alla zuava su una buffa calzamaglia
VOLPESCURA
Animale molto furbo. Essendo dotato di una portentosa sudorazione alle estremità delle zampe che lo rende una facile preda, si è dotato di particolari zoccoli.
CERVELLO
Giovane cervo che possiede un altissimo Q.I. Spesso è costretto ad emigrare per l’impossibilità di trovare una adeguata collocazione.
CAVALLO CON MANIGLIE
Equino che sfrutta al massimo le sua rete di relazioni sociali. Si trova, spesso immeritatamente, ai vertici della complessa società equina.
La prima parte si trova qui ANOMÀLI
Toponomastica
Cagliari ha un patrimonio poco conosciuto che andrebbe valorizzato. È un patrimonio ricco con delle punte eccezionali.
Un patrimonio che se conosciuto e adeguatamente supportato potrebbe far crescere Cagliari dal punto di vista culturale, turistico e dunque economico. Potrebbe anche diventare un bene esportabile in altre realtà.
Ciò di cui parlo è la toponomastica. Potrei fermarmi qui perché penso che non ci sia niente da spiegare, è sotto gli occhi di tutti. Proverò semplicemente a fare degli esempi e a spiegare come trasformare una eccellenza in ricchezza.
Via Nicolò Calipari;
Piazza Madre Teresa di Calcutta;
Piazza Donatori di Sangue.
Nicolò Calipari, eroe o, semplicemente un dipendente dello Stato caduto nell’adempimento del proprio servizio. Un esempio per le giovani generazioni.
Bene dunque ha fatto l’amministrazione comunale a dedicargli una strada, insomma una strada. Più che altro una striscia di asfalto ai piedi del Palazzo di Giustizia. Un raccordo tra via Tuveri e via Pessina. Vabbè, meglio di niente.
Madre Teresa di Calcutta. Cosa si può dire che già non si sappia? L’incarnazione della misericordia e della pietà per i credenti, un impegno al fianco degli ultimi anche per chi non crede.
Giusto quindi intitolarle una piazza a fianco ad un viale molto importante come viale Diaz, a ridosso di una importante Banca.
Donatori di sangue. Giusto riconoscimento a chi, con un personale sacrificio, permette che la vita sia salvata a chi si trova in gravi difficoltà.
Anche per questa piazza una analoga collocazione, viale Diaz da un lato, una grande Banca, o una Banca grande, dall’altro.
E quale è la caratteristica che le citate vie e piazze hanno in comune? Tutte e tre sono adibite a parcheggio! Questa è la straordinaria perla che le impreziosisce. Perché a Cagliari il parcheggio è il Re dell’urbanistica. Tutto ruota attorno ai parcheggi, quelli attuali e quelli che si volevano costruire. Il parcheggio è l’anima moderna della nostra città.
Toponomastica e parcheggi sono il patrimonio che farà crescere la nostra economia.
Ho qui delle proposte per la nuova amministrazione di Cagliari:
- Organizzare un tour dei parcheggi. Esiste già a Barumini il tour dei nuraghi, facciamo a Cagliari il tour dei parcheggi. Anche metaforicamente si oppone alla staticità delle pietre, la mobilità delle autovetture.
- Cambiare il nome via Riva Villasanta in via Gigi Riva. Le targhe delle strade sarebbero facilmente correggibili con costi contenuti e si darebbe lustro al più cagliaritano dei non cagliaritani. È vero che si possono intitolare le strade solo ai morti, ma in alcuni casi è stata fatta una eccezione. Ad esempio negli anni cinquanta, quando fu dato il nome a piazza Repubblica, allora la Repubblica Italiana era ancora viva anzi, neonata.
- Permettere ai privati di dare un nome ai propri parcheggi. Ad esempio, il condominio di via Solmi 77 potrebbe dedicare il proprio parcheggio condominiale nel piano pilotis al cav. Adalberto Murredda, primo e storico capocondomino. Basterà pagare una piccola tassa e questo sarà realtà, con beneficio per le casse comunali e gioia per i condomini.
- Evitare di ribattezzare la rotonda di via Cadello col nome di Parco del Traffico, così come ipotizzato dalla precedente amministrazione.
Per concludere. Nei giorni scorsi a Cagliari è morto un cagliaritano molto amato e che molto ha amato Cagliari.
Vi chiedo di vigilare, vigiliamo tutti perché a lui venga dedicata una vera piazza o una via. Facciamo sentire la nostra voce perché si eviti lo scempio di chiamare la rotonda del Brotzu o quella piccolina di via Jenner o i parcheggi del mercato di San Benedetto col nome di Antonio Romagnino.
Dedichiamogli invece quella che erroneamente chiamiamo piazza Savoia.

