Qualcuno mi segue, ho un po’di paura,
qualcuno mi segue, è una strana figura.
Mi sta sempre dietro, si ferma, si muove,
io faccio un passo, poi uno, poi nove
e lei è sempre lì, lo so, me lo sento
adesso mi giro: e se poi me ne pento?
La vedo, mi fermo, mi dice: “Son l’Ombra”
Le dico: “Piacere” ma il labbro mi trema.
Lei se ne accorge e dice sicura:
“Tranquillo, non devi avere paura.
Sono una macchia di buio nero,
mi muovo veloce come il pensiero.
Dove sei tu anch’io ci sarò,
ma se spegni la luce io sparirò.”
Archivio della categoria: filastrocche
Numeri strocchi
UNO, come il naso in mezzo alla faccia,
stare da solo non è che gli piaccia.
La solitudine un po' lo ferisce
forse è per questo che starnutisce.
DUE sono le ruote della bicicletta,
giran veloci se vai di fretta.
La camera d'aria si può bucare
e tocca a te doverla aggiustare.
TRE sono i Re Magi che vanno a Betlemme,
portano doni, non portano gemme.
Viaggian sereni seguendo la stella,
la stella cometa, si, proprio quella.
Son QUATTRO le zampe del cane e del gatto,
il primo è più serio, il secondo è un po' matto.
Giocano insieme, fanno le lotte
dalla mattina fin quando vien notte.
CINQUE le righe sul pentagramma
a tutte le note fanno da mamma.
Croma, biscroma, diesis, bemolle
suonano insieme una musica folle.
Domande
Ci sono domande fatte per fare.
Ci sono domande per chi vuol volare.
Ci sono domande che vogliono capire.
Ci sono domande che non vuoi sentire.
Ci sono domande che non hai le risposte.
Ci sono domande che appaiono toste.
Ci sono domande che accarezzano il cuore.
Ci sono domande che danno dolore.
Ci sono domande per te che non vedi.
Ci sono domande che leccano i piedi.
Ci sono domande per ogni stagione.
Ci sono domande che sono persone.
Ci sono domande che son sempre le stesse.
Ci sono domande che sembrano fesse.
Ci sono domande che son già risposte.
Ci sono domande che stanno nascoste.
Domande precise, contorte o dirette.
Domande buffe, scontate o non dette.
Domande fasulle, moleste o pietose.
Domande profonde, vigliacche o mielose.
Domande di fuoco, di mare o di terra.
Domande di bosco, di campo o di serra.
Domande che ti fanno nascer domande.
Domande che ti fanno essere grande.
Ci sono domande che le devi fare:
fare domande vuol dire pensare.
Renato e Giansirbo
Quella mattina, Renato il cacciatore
si era svegliato di buonumore.
Aveva sognato cervi e cinghiali,
quaglie, fagiani, germani reali.
Venti colpi aveva sparato
neanche uno ne aveva sprecato.
Nel sogno, di colpo, senza avvisare
un grosso cinghiale avea visto arrivare.
Grosso, peloso, forte e potente
zanne appuntite, sorriso splendente.
Signor Renato aveva puntato,
aveva mirato, aveva sparato.
Un colpo preciso in mezzo alla testa
e dopo… silenzio nella foresta.
Per questo era di buon umore
signor Renato, il cacciatore.
Giansirbo, il cinghiale, si era svegliato
felice, contento e molto eccitato.
Aveva sognato radici e patate
funghi, carote, bacche a palate!
D'improvviso 2,3, 20 spari,
temendo colpissero, magari, i suoi cari,
era corso al limitare del bosco
e vi aveva trovato un figuro un po' losco.
Aveva il fucile, era basso e pelato:
lo stava aspettando, il signor Renato.
Per sua sfortuna era di schiena
e Giansirbo il cinghiale, senza aver pena,
lo caricò con rincorsa potente,
lo stese al suolo: era lui il vincente.
Ma questi son sogni e invece chissà
cosa succede nella realtà.
È mezzogiorno di quella mattina
Renato aspetta la selvaggina.
Arriva Giansirbo con aria di sfida
con ghigno beffardo, sembra che rida.
L'un l'altro di fronte, sembra un duello,
per uno dei due non sarà un giorno bello.
Ma…
Nessuno può dire che cosa accadrà:
quale dei sogni si avvererà?
Perché Sanremo non è più Sanremo
Si diceva Sanremo essere dell’Italia fedele specchio
nel quale si scontrava e incontrava il nuovo e il vecchio.
Ora invece è immagine dell’Italia che sarà
perché a furia di guardarla ci si riconoscerà.
Se Luigi Tenco avesse saputo
quel che Sanremo sarebbe diventato
(sempre sia vero ciò che si dice sia accaduto)
penso "col cazzo che si sarebbe sparato".
AHM E GNAM
Raccontami storie, sto ad ascoltare,
raccontane altre, non ti stancare.
Ad ogni storia ho sempre più fame,
racconti di Re di orchi o di dame.
Ascolto le storie e mi trasformo
quando son sveglio e poi quando dormo.
Divento Pinocchio o i tre Porcellini,
divento l’orco che mangia i bambini.
Vivo nel bosco o nella foresta
mi crescon le corna sopra la testa.
Cerco le isole che non ci sono,
divento nuvola, agnello o tuono.
Mangio le storie e non ingrasso,
mangiare le storie è proprio uno spasso.
Rivoluzione
È nato un bambino
è nato, che gioia!
È andata così:
il Desiderio l’ha chiamato,
la Passione l’ha plasmato,
il Corpo l’ha custodito.
Ed ecco il bambino tra mamma e papà,
è il posto più bello, lui questo lo sa.
Li guarda negli occhi, ne sente gli odori
ascolta beato batter tre cuori.
Che ritmo, ragazzi, mi viene alla mente
un bell’assolo di Tito Puente.
Guarda,
ora dorme sereno e contento,
il batter del cuore si è fatto più lento.
Nel sonno
la mano si stringe
il braccio si alza
disegna un cerchio
dentro la stanza.
I Genitori, con emozione
guardano il Figlio, la Rivoluzione.
Cuore e memoria
Qui si racconta di Cuore e Memoria
di come insieme fanno la storia.
Presi per mano scavalcano monti,
li lasci soli e sembran due tonti.
Cuore da voce alle emozioni
Memoria è la luce delle stagioni.
Cuore è la vita che sa traboccare
Memoria è un luogo, un modo di stare.
Cuore e Memoria son coppia perfetta
se vuoi sapere qual’è la via retta.
Batti Cuore, pulsa Memoria
solo così continua la storia
Nel Regno dei Libri
Signore e signori anzi, bambine e bambini
vi do il benvenuto tra libri e librini.
Questo è il Regno di storie e disegni,
qui le storie prendono vita.
Questo è il regno di tutti i regni,
di Re Penna e Regina Matita.
Nel Regno dei libri tutto è magia,
apri un volume… e ffrrrrrr! Voli via
Ogni libro è un tappeto volante
che ci porta in un mondo diverso,
ogni storia è una gemma brillante
che risplende nell’universo.
E allora, che aspetti, inizia a sfogliare,
socchiudi gli occhi e prova a volare.
fila via
Filastrocca fila via
non tornare a casa mia.
Non ho voglia di ascoltare
le tue rime tutte in “are”,
non mi piaccion neanche quelle
che fan rima con la “elle”.
Non ho voglia di argomenti
sempre allegri e divertenti.
Son cresciuto, sono grande,
più non bagno le mutande!
Come dice una mia zia
or mi nutro di poesia.
Filastrocca fila via
non tornare a casa mia.
Filastrocca… sei arrabbiata?
Sei offesa, disperata?
Anche a me non mi va giù
non poterti sentir più.
Io di te ho nostalgia
…tutta colpa di mia zia!
Ma perché la filastrocca,
dice lei, è cosa sciocca
ed invece la poesia
è un’arte, una magia?
La Magia è dappertutto
come il bello e come il brutto.
A crearla son parole,
è la loro posizione,
è il loro andarsi appresso,
è il vento che le muove,
è l’orecchio che le ascolta,
è il cuore che si allarga,
è lo sguardo che si bagna,
è la bocca spalancata
per la grande meraviglia.
Ecco, questa è la Magia
Filastrocca e Poesia,
io lo so, sono sorelle
anzi, son gemelle.
Non ti chiedono l’età,
non ti chiedon la patente
per poi farsi ascoltare.
Ti regalano emozioni
e non chiedon nulla indietro.
E allora.
Filastrocca non andare,
resta qui, fatti ascoltare.

