Qualcuno

Sabato su L’Unione Sarda online c’era questo bel pezzo.

La rissa furibonda del titolo, si dice nel sommario, che è stata definita così da Qualcuno. Della serie noi non c’entriamo, non siamo noi a voler creare allarmismi. L’ha detto Qualcuno.

Nel corpo (corpicino) dell’articolo si parla di un litigio tra un piccolo gruppo di persone, presumibilmente di origine asiatica. Immagino che l’abbia presunto Qualcuno.

Possiamo comunque stare tranquilli: pare che non ci siano stati feriti gravi. In realta, mi sembra, che ciò che manca non sono soloi feriti ma più che altro la notizia.

La vera notizia, forse, è scoprire che piazza Yenne è uno dei punti più suggestivi di Cagliari.

Parola di Qualcuno

 

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Il mio amico Pietro

Ieri abbiamo riproposto per la quarta volta (in realta quinta perché abbiamo fatto anche una prova aperta) 1 Orizzontale. Anagramma di tremo.

All’interno del monologo c’è un racconto, l’unico, in cui uno dei protagonisti ha nome e cognome: Pietro Mundula. Tutte le volte, tutte, alla fine della serata chi si avvicina mi chiede se è una persona che è esistita veramente.

Se fossi un vero scrittore dovrei arrabbiarmi: ma come, mettono in dubbio la mia capacità di creare un personaggio! Ma come si permettono!

In realtà è per me una grande soddisfazione, o meglio, è un ragalo che mi viene fatto ogni volta. Sono riuscito a raccontare una persona rendendola viva, non verosimile ma addirittura vera. La cosa bella è che questo accade anche per me. Da quando ho scritto il racconto sono passati quattro anni e Pietro Mundula adesso mi sembra di conoscerlo veramente.

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Una macchia di buio

Qualcuno mi segue, ho un po’di paura,
qualcuno mi segue, è una strana figura.
Mi sta sempre dietro, si ferma, si muove,
io faccio un passo, poi uno, poi nove
e lei è sempre lì, lo so, me lo sento
adesso mi giro: e se poi me ne pento?
La vedo, mi fermo, mi dice: “Son l’Ombra”
Le dico: “Piacere” ma il labbro mi trema.
Lei se ne accorge e dice sicura:
“Tranquillo, non devi avere paura.
Sono una macchia di buio nero,
mi muovo veloce come il pensiero.
Dove sei tu anch’io ci sarò,
ma se spegni la luce io sparirò.”

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La casa dei bambini che vanno a morire

Oggi l’Unione Sarda ha messo in prima pagina un articolo con questo titolo che rimandava ad un approfondimento nelle pagine interne. Non ho molta voglia, in questo momento di commentare tutto l’articolo. Ci sarebbe molto da dire ma non ho, ora, la lucidità per farlo. Mi sembra sufficiente per farsi un idea, leggere il titolo. Riproduco la schermata dell’Unione online pubblicata alle 7,57.

Nel pomeriggio forse si sono resi conto che il titolo era inqualificabile, adatto forse ad un film di Lamberto Bava, non ad un articolo che si riferisce a bambini in fase terminale. Così il titolo cambia (non cambia invece l’ora di pubblicazione, non è indicato nessun update, forse avranno fatto il cambio di titolo fischiettando indifferenti):

 

La versione cartacea, quella che la maggior parte dei lettori ha avuto tra le mani, non può essere cambiata, ma soprattutto, ciò che non cambia è l’articolo. Chi vuole lo può scaricare e leggere qui

L’ho già detto, non ho la lucidità in questo momento, per commentarlo. Spero di riuscire a farlo nei prossimi giorni.

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Ancora Nuvole

Cinque anni fa ho iniziato a fotografare le nuvole. Solo la settimana scorsa mi sono chiesto perché lo faccio.
Mi piacciono, mi sono risposto.
Poi ho pensato che oltre ad essere belle sono mutevoli, che non esistono due nuvole uguali, che la stessa nuvola dopo un secondo non è più la stessa, che sono fatte di materia impalpabile ma si possono trasformare, che hanno una forza rigeneratrice ma anche una forza distruttriva, che stanno sospese nel cielo ma pesano tonnellate, che possiedono tutte le gradazioni che esistono tra il bianco e il nero.
Poi ho pensato che da quando ho iniziato a fotografarle ho contagiato il mio interesse ad altri che mi mandano le loro foto.
Alla fine ho capito perchè lo faccio: mi piacciono.

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E’ festa

Perché oggi è festa.
Le nuvole già lo sanno
e corrono veloci per raccontarlo.
E il vento le accompagna.
Un carrubo scuote i rami
e suona
perché oggi è festa.
L’ape regina
ha dato un giorno di vacanza
e sciami di api volano
per il piacere di volare.
Perché oggi è festa.
E la Locomotiva
corre corre corre,
trasporta vagoni
pieni di gente.
Perché oggi è festa.
E in via del Campo
oggi sono tante le graziose,
qualcuna lancia un bacio
altre gettano un fiore.
Perché oggi è festa.

E Bruce guiderà tutta la notte
per arrivare in tempo a cantare
Happy Birthday.
E suo fratello Clarence
lo accompagnerà ancora una volta,
questa volta,
soffiando con potenza nel suo sax.
E Gesù Cristo oggi
sceglierebbe tredici apostoli.
E sono venuti tutti
perché sanno
che tu
come persona
ci sei.

Perché oggi è la tua festa.
Giorno dopo giorno
ogni giorno di più,
è la tua festa.

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